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19 dicembre 2012 3 19 /12 /dicembre /2012 11:22

Talvolta il tempo si ferma, lasciando in noi la possibilità di respirare almeno per un'istante.

Il colore dei campi dinnazi, è di un verde congelato come i ricordi lasciati sfuocare nel corso degli anni. Gennaio si avvicina e con esso il peso leggero d'una piuma di quello che sai, prima o poi dovrai affrontare. Ma sedendo su quella terra e respirando quella stessa aria che un tempo, sai per certo, è stata anche la sua, ebbene fai fatica. Ripensi con fermezza a quel viale di cipressi giù per il colle, rivedi l'entrata di quel luogo dove la gente, si sa, va a salutare le anime volate via. E facendo tornare alla mente quelle care signore col velo, che dinannzi all'entrata s'inginocchiano e si fanno il segno della croce, tu piangi, fragile ragazza che dinnanzi alla vita, stai cercando ancora te stessa.

Ricordi, tornano alla mente. Come la nonna, piccola e gobba con quelle sue gambe ormai stanche, che cammina tra quelle lapidi bianche illuminate dal sole invernale. Prende il suo innaffiatoio di un azzurro sbiadito e sbeccato, e si dirige laddove tu non riesci ad andare. La vedi, nei tuoi desideri, ad innaffiare le piante dentro quella cappella. Mentre tu, codarda, rimani dietro le sbarre di ferro battuto, con le lacrime agli occhi.

Il tempo. Che crudele alleato.

Eppure, malgrado gli anni scorrano e questi campi cambino, quella voce narrante di fiabe infantli, la senti. Ancora. E vivida, forte, presente. Come quell'abbraccio prima del disastro, laddove tu, bambina felice, sedevi su quelle gambe ridendo, mentre le carte dinnanzi a te veninavo gettate al centro del tavolo con un eco di "ah, varda lì. Asso!". 

Allora per un'istante ti perdi in quel nero petrolio che un tempo fu sguardo di roccia. E lì rimani, sospesa, sperando che malgrado tutto, lei sia fiera di te, di come donna stai crescendo. Sognando che quel suo sguardo ti veda e ti perdoni gli errori, mentre quelle mani, un tempo perse sui tasti della macchina da scrivere, ti accarezzino ancora il viso bagnato delle lacrime di piccoli e grandi dolori e delusioni.

Un giorno ce la farai, ti dice una voce in fondo al cuore. Sì, un giorno, ripeti. Un giorno riuscirai a varcare quelle grate di ferro, e allora avrai il coraggio di lasciare andare questo dolore, che malgrado lo scorrere del tempo, ancora ti fa tremare.

IMG_3120.JPG

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  • Beatrice Zoccatelli
  • Camminare all'aperto, di notte, 
sotto il cielo silente, lungo un corso d'acqua che scorre quieto, è sempre una cosa piena di mistero, e sommuove gli abissi dell'animo... (Herman Hesse)
  • Camminare all'aperto, di notte, sotto il cielo silente, lungo un corso d'acqua che scorre quieto, è sempre una cosa piena di mistero, e sommuove gli abissi dell'animo... (Herman Hesse)

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